L’intreccio della storia tra Osimo e la Grecia

*A cura del Dott. Niccolò Duranti, membro dell’Istituto Ellenico della Diplomazia Culturale con sede ad Ancona

La storia delle relazioni bilaterali tra due nazioni non è mai semplice da ricostruire ma se è più naturale raccontare gli scambi a livello politico, culturale e diplomatico, persino militare, non lo è ricercare il rapporto tra una piccola città di provincia italiana e un’intera nazione estera. La ricerca della storia, dei suoi protagonisti, delle piccole pagine di vita locale, la microstoria insomma, è sempre più importante per capire i grandi avvenimenti, per sentire più vicina una storia che altrimenti sarebbe solo un libro, un fiume di parole che molto spesso non sentiamo nostre. Capire che anche una città che oggi conta 35 mila abitanti ha avuto nei secoli passati rapporti, scambi e dialoghi con la Grecia e i suoi popoli vuol dire raccontare di mondi che si confrontano e si arricchiscono a vicenda, che hanno, molto spesso, radici comuni e usanze molto più simili di quel che qualcuno vuole disegnare.

Ho deciso in questo articolo di raccontare la storia e i personaggi che accomunano la mia città, Osimo, e la Grecia: grandi avvenimenti storici di cui i miei concittadini si sono resi protagonisti e su cui sono stati scritti moltissimi saggi, ma anche piccole vicende sconosciute ai più. Credo poi opportuno che la storia del Novecento meriti uno spazio tutto suo, in quanto rappresenta il terreno su cui è stata costruita la nostra identità moderna di stati democratici e liberi.

Osimo, l’antica Auximum, città nobiliare e di cultura, ha origini dal popolo piceno ma è con gli antichi romani che conquista un ruolo di primo piano divenendo municipio e rendendosi protagonista di duri scontri di lotta tra altisonanti nomi come quello di Giulio Cesare e di Pompeo Magno: la XIII legione con lo stesso condottiero alla sua testa, varcato il Rubicone, si diresse in città dove mise in fuga Azio Varo grazie all’aiuto della popolazione che ben presto tradì le insegne pompeiane per quelle cesariane. Auximum e gli auximates non sono citati solo nel De Bello Civili di Cesare, a cui egli promette riconoscenza, ma anche lo scrittore e filosofo greco Plutarco ebbe modo di scrivere della città nelle sue “vite parallele”.

Nel suo mettere in risalto virtù morali e vizi di Agesilao e Pompeo non dimenticò di citare Auximon, la città dove ebbe origine la fortuna politica e militare di Pompeo durante la lotta tra Silla e Carbone. Di Auxoumon accenna brevemente, come una città poco sopra il mare, Strabone nel quarto volume della “Geographia” (Γεωγραφικά) dopo aver ricordato le origini greco – siracusane di Ancona (αύξουμον πόλις μικρον υπερ τής θαλάττης).

Gli storici del XVIII secolo, ma già la teoria prendeva consistenza nel Rinascimento, iniziarono a scrivere di un’origine greca di Osimo giustificandola con la radice del nome Auximon da αύξω o αυξάνω cioè crescere, tanto da dare sostanza all’ipotesi che Auximum, così invece era chiamata in latino, volesse indicare il rapido e florido sviluppo che la città ebbe in quel periodo storico: da considerare che la desinenza –on rievoca un’origine ellenica del nome mentre la desinenza –um è caratteristica del latino. Questa ipotesi fu poi abbandonata nei secoli successivi a favore della più realistica e credibile origine picena databile circa 3000 anni fa. Uno dei più celebri storici osimani del Novecento, Don Carlo Grillantini, si spese con l’amministrazione comunale affinché fosse riportata sulla fascia di volta che percorre tutto l’atrio del palazzo comunale la seguente frase in latino: “Auxima progenies, grajo de sanguine creta, Nobilitate vigens, stemmata prisca tenes Unde vetus nomen celebrat tibi sacra vetustas, Atque opibus famam dant monumenta virùm.” (Popolo di Osimo di sangue ellenico, tu, fiero di tua nobiltà, alzi ancora le insegne di un tempo, le quali, chiamandoti vecchio, ti ricordano le lontanissime origini, mentre alla tua prosperità danno lustro questi marmi dei padri tuoi). Una dotta citazione questa di Don Carlo estrapolata dalla prefazione degli statuti comunali del 1571 che tuttavia, come abbiamo visto, non trova riscontro con la storia.

A dimostrazione dell’importanza di Osimo e dei suoi frequenti contatti e scambi commerciali, nei pressi dello scavo archeologico di Montetorto, località che diede origine all’odierna frazione di Casenuove di Osimo, in un terreno di proprietà della Mensa Vescovile, furono rinvenute, così fonti storiche del Settecento, due statue rappresentanti un kouros o Apollino di piccole dimensioni e un Apollo più grande. Sono oggi conosciuti come Kouroi Milani dal nome del direttore, Luigi Adriano Milani, del Museo Archeologico di Firenze che li acquistò ad inizio Novecento. L’Apollino fu acquistato acefalo e solo dal 2001 è possibile ammirarlo, in alcune occasioni, per intero poiché in quell’anno ne fu rinvenuta la testa nella collezione privata ereditata dai Barberini per tramite della famiglia osimana Briganti Bellini. I kouroi rappresentano giovani offerenti alle divinità e raffigurano un uomo nudo, poco più grande del naturale, in posizione eretta con una gamba avanzata e le braccia stese lungo i fianchi: il volto ha i tratti somatici tipici della scultura greca arcaica con occhi grandi allungati, pupille incise e braccia distese lungo i fianchi; le labbra formano un sorriso idealizzato che non lasciano trasparire alcuno stato d’animo. Si è provata ad ipotizzare l’origine delle due sculture che sembrano provenire da uno scultore arcaico dell’isola di Paros che le realizzò a distanza di trent’anni l’uno dall’altro attorno al 540 – 510 a.C. Di certo c’è solamente la disputa tra gli archeologi sulla loro origine e il loro ritrovamento.

Caius Oppius Irenion, forse un liberto dal cognome di origine greca di uno dei Cai della gens Oppia di Osimo, figura in una lastra con dedica sacra, databile seconda metà del II sec. d.C., collocata sul lato meridionale dell’atrio comunale. Nella lastra calcarea è menzionata sia in caratteri latini sia greci una dedica a Juppiter Sol Serapis in scioglimento di un voto fatto dal liberto.

Procopio, storico bizantino, giunse poi nella nostra città al seguito del condottiero Belisario, di cui era consigliere, durante la guerra che vide contendersi le terre italiane e dalmate tra Goti e Bizantini. Senza dubbio è uno degli scontri più sanguinosi che si svolsero a ridosso delle mura cittadine: la guerra scoppiò nel 535 con l’invio in Italia di truppe greche al comando del generale Belisario. Prendere Osimo per i bizantini era importantissimo poiché Ancona era già Caduta in mano dei Goti (538) e in più rivestiva il ruolo di città e non di castello o porto come invece definito l’attuale capoluogo dorico ([…] δέ αΰτη πρώτη μέν των εν Πικηνοιϛ πόλεών εστιν, ήν μητρόπολιν καλειν νενομίκασι Ρωμαιοι). Nuove truppe greche furono aggregate agli ordini di Belisario che da Fermo tentava di dirigersi verso Ravenna cercando di conquistare Osimo e Fiesole, presidi che gli avrebbero assicurato la copertura militare alle spalle del suo fronte. Osimo appariva a Procopio “fortissima e al sicuro” difesa dalle alte mura che la circondavano, per questo la strategia di Belisario non era quella di un attacco diretto ai Goti che presidiavano il centro cittadino, ma preparò un lungo assedio per costringere Visandro alla resa per fame. Tra i più famosi stratagemmi messi in azione da Belisario vi fu anche il tentativo di distruggere prima e di avvelenare poi l’acqua di Fonte Magna, la più antica e decorata fonte romana che si trova a ridosso delle mura cittadine riversandovi dentro calce, carcasse di animali morti e quanto potesse guastare la potabilità, ma in centro le riserve idriche di certo non mancavano. Procopio racconta che durante l’assedio Belisario rischiò di perdere la vita, ma si salvò grazie al gesto eroico di un soldato che si frappose tra lui e una freccia scoccata da sopra le mura.L’assedio durò circa sette mesi e la scarsità dei viveri iniziò a farsi sentire all’interno della città: si giunse così alla resa, facilitata anche dalla paura dei bizantini per il possibile arrivo a Ravenna di ulteriori truppe gotiche da Fiesole coadiuvate dai Franchi; necessitava far presto e arrivare in Romagna prima di questi. Si giunse così ad un accordo: “concordarono che la metà degli averi si spartirebbero tra loro i Romani; il restante lo riterrebbero i Goti, rimanendo però soggetti all’imperatore. In tali termini gli uni e gli altri fermarono il patto, giurando i duci romani di stare al convenuto, i Goti di non celar nulla dei loro averi. Così tutti gli averi furono divisi, i Romani occuparono Osimo ed i barbari furono incorporati nell’esercito imperiale”. Quattro anni più tardi Totila, successore di Vitige, tentò la riconquista dell’Italia e Osimo si ritrovò a parti inverse nello scontro tra i bizantini, che occupavano la città, e i goti, che l’assediavano da fuori le mura. Nel 553 a seguito della morte in battaglia di Totila presso Gualdo Tadino, sconfitto dal bizantino Narsete l’anno prima, e la morte di Teja, il governo dei Goti cessò definitivamente e Osimo ritornò nuovamente sotto il controllo di Belisario.

Il 7 ottobre 1571 ebbe luogo una delle ultime battaglie navali combattute a remi, che videro scontrarsi le galee della Lega Santa con la flotta ottomana: siamo nel golfo di Corinto e sto ovviamente facendo riferimento alla battaglia di Lepanto. Il casus belli che scatenò la battaglia fu il tentativo da parte degli ottomani di espandere i propri possedimenti nel Mediterraneo occupando l’isola di Cipro, allora territorio della Repubblica di Venezia. Nel 1571 si costituì l’alleanza dei principi cristiani promossa dal papa e che vedeva riunirsi in un’unica alleanza la repubblica veneziana, la Spagna, il Granducato di Toscana, la Repubblica di Genova e quella di Lucca, i ducati di Urbino, Parma, Ferrara, Mantova e Savoia. Quella di Lepanto segnerà la prima vera vittoria del fronte cristiano, finora sempre uscito sconfitto dalla superiorità numerica degli avversari, nel Mediterraneo iniziando così un periodo di declino della marina ottomana, nonostante ciò, gli ottomani presero il controllo di Cipro. Osimo dal maggio all’agosto 1570 vide passare e sostare in città molti marinai e galeotti, i rematori delle galee, che da Roma dovevano imbarcarsi ad Ancona. Nel nostro archivio storico comunale sono conservati i registri del Camerlengato con riportati tutti i costi che il comune sostenne per il passaggio di questi galeotti, dal pane al vino alla biada per i loro cavalli; per alcuni di loro s’impegnarono somme per l’acquisto di vestiario smarrito o della divisa di panno rosso. Infine, la nostra città inviò a sue spese anche diciassette osimani che partirono da Ancona proprio nel 1571.

Numerosi furono poi i grecisti, gli appassionati e studiosi di quella cultura, di quella terra, di quella lingua che mai ebbero modo di conoscere di persona ma solamente attraverso i libri. Tra questi possiamo citare Bernardino Pini (1518 – 1601), nobile osimano già segretario di Giulio Della Rovere e autorevole uomo di curia, e due Vescovi che furono a capo della diocesi di Osimo: Gaspare Zacchi, nato a Volterra, vescovo osimano dal 1460 al 1474 e Pompeo Compagnoni (1693 – 1774), che guidò i fedeli dal 1740 al 1774. Furono uomini di grande cultura, amanti della letteratura greca e latina, abili traduttori di antichi testi e compositori in quelle stesse lingue. Lo Zacchi, familiare del Papa Pio II, anch’egli grande erudito, apprese la lingua greca durante il suo lungo soggiorno a Costantinopoli da segretario dell’importante Card. Bessarione e tradusse molti poemetti nonché il sermone di S. Basilio Magno.

Monsignor Compagnoni invece si avviò alla grammatica e letteratura greca e latina ai tempi del collegio: ebbe modo di affinare la sua erudizione in tale lingua presso la biblioteca del Card. Barberini durante i suoi anni di studio a Roma in giurisprudenza, periodo nel quale frequentò anche il giovane Pietro Metastasio, poeta e drammaturgo considerato l’innovatore del melodramma italiano, e Giovanni Crescimbeni, poeta, critico letterario e tra i fondatori dell’Accademia dell’Arcadia; qui compose il “De Graeci Codicibus Bibliothecae Barberinae”. Si prodigò molto nella diffusione della letteratura greca tanto da ingaggiare per il Nobil Collegio Campana, la più importante istituzione di formazione e di culturale cittadina, uno dei più illustri cultori della lingua greca del tempo P. Alessandro Bandiera. Il Compagnoni fece rinascere, oltre a fondarne una ecclesiastica, anche l’antica accademia seicentesca cittadina dei Sorgenti, rinominata dei Risorgenti, che “unisce alle Belle Lettere la critica e le discussioni dei punti di antica storia greco-romana”. Al Campana furono molti e importanti gli insegnati di lingua greca tra cui il già citato Alessandro Bandiera, noto per le numerose traduzioni dei poeti classici e molto apprezzato in ambienti letterari, e Ubaldo Bellini, fine umanista e celebre numismatico assieme al fratello Stefano, rettore del Campana, oratore e insegnante di scienze sacre, nella cui collezione di famiglia si annovera proprio quella testa del kouros di cui parlai in precedenza. Girolamo Fiorenzi, appartenente ad una delle famiglie nobili più antiche di Osimo e tra le più ricche, fu figura complessa di letterato, ottico ma anche meccanico: suoi i meccanismi degli orologi da torre di Osimo e Montelupone; nel 1825 scrisse un proemio all’Economico (Οἰκονομικός) di Senofonte che poi tradusse in italiano.

Vi è poi una figura poco conosciuta e di cui si hanno pochissime notizie: Vincenzo Bertucci. Il Bertucci, di famiglia nobile cittadina, studiò giurisprudenza e lettere prima nel Nobil Collegio Campana poi presso l’Università di Padova, cultore della lingua latina diede alle stampe un’orazione accademica e varie elegie latine che riscossero molto apprezzamento tra gli studiosi dell’epoca. Esercitò la professione di avvocato in un importante studio di Roma prima di intraprendere il nuovo incarico di governatore di Pilo (Πύλος o, come scritto nella sua biografia in” Biblioteca Picena” del Vecchietti dove viene citato, “governatore nella terra di Pilo”). Morì in giovane età proprio durante questo suo periodo greco, lasciando un figlio.

Bibliografia:

Gentili G.V., Osimo nell’antichità, 1990

Grillantini C., Storia di Osimo, II ed., 1969

Morroni M. Egidi L., Dizionario enciclopedico osimano, 2001

Morroni M., Documenti osimani in “La battaglia di Lepanto“, atti del 1° convegno di studi Marche-Islam, 2004

Morroni M., Osimo durante la guerra gotica (538-553), 2012

Spada L., Bibliografia osimana, inedito ms.

Vecchietti F., Biblioteca picena, 1828

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Η Αγγλική γλώσσα, η οποία χρησιμοποιείται ως δεύτερη ή ως επίσημη γλώσσα σε πολλές χώρες του κόσμου, το τηλεοπτικό δίκτυο BBC (το μεγαλύτερο δίκτυο ΜΜΕ στον κόσμο με παρουσία στην τηλεόραση, το ραδιόφωνο και το διαδίκτυο σε περισσότερες από 30 γλώσσες και ένα ακροατήριο 269 εκατομμυρίων ανθρώπων κάθε εβδομάδα)κυρίαρχοι πολιτιστικοί οργανισμοί όπως το Βρετανικό μουσείο και το V&Aβραβευμένες τηλεοπτικές σειρές όπως το Sherlock, ναυαρχίδες του κινηματογράφου όπως ο James Bond και το Star Wars, η μουσική παραγωγή του David Bowie και του Ed Sheeranη λογοτεχνία του Σαίξπηρ και της Άγκαθα Κρίστι και αθλητικές διοργανώσεις όπως η Premier League, είναι μερικά από τα πιο δυνατά παραδείγματα και πλεονεκτήματα στον τομέα του πολιτισμού και της δημιουργικότητας του Ηνωμένου Βασιλείου.

Στο Ηνωμένο Βασίλειο, η άσκηση της πολιτιστικής διπλωματίας βασίζεται στην ανταλλαγή ιδεών, αξιών και του πολιτισμού προκειμένου να ενδυναμωθεί η σχέση της χώρας με τον κόσμο και τις υπόλοιπες χώρες και επίσης να προωθηθούν η επιρροή της, η απασχόληση και η ανάπτυξη ως θεματοφύλακες του μέλλοντος της χώρας.

Το Υπουργείο Ψηφιακής πολιτικής, παιδείας, πολιτισμού, ΜΜΕ και αθλητισμού, συνεργάζεται με το Βρετανικό συμβούλιο, το Υπουργείο Εξωτερικών (Foreign Office) και άλλους κυβερνητικούς φορείς για να προωθήσουν πρωτοβουλίες, όπως η καμπάνια GREAT και πολιτιστικές συνεργασίες με άλλες χώρες.

Το 2006, δημιουργήθηκε το συμβούλιο Δημόσιας Διπλωματίας, σε μια προσπάθεια αναθεώρησης των πρακτικών της δημόσιας διπλωματίας στο Ηνωμένο Βασίλειο. Το συμβούλιο είναι υπεύθυνο, για τη δημιουργία εθνικής στρατηγικής δημόσιας διπλωματίας, προκειμένου να υποστηριχθούν τα διεθνή συμφέροντα και οι στόχοι του Ηνωμένου Βασιλείου. Τα μέλη του συμβουλίου είναι το Υπουργείο Εξωτερικών, το Βρετανικό Συμβούλιο και η Παγκόσμια Υπηρεσία του BBC.

Σε συνεργασία με τους βασικούς ενδιαφερόμενους, συμπεριλαμβανομένου του Foreign Office, του Βρετανικού Συμβουλίου και των πολιτιστικών οργανισμών, το Υπουργείο Ψηφιακής πολιτικής, Παιδείας, Πολιτισμού, ΜΜΕ και Αθλητισμού, ανέπτυξε το 2010 την πολιτική Πολιτιστικής Διπλωματίας. Οι γενικοί στόχοι ήταν η ενθάρρυνση και η στήριξη του πολιτιστικού τομέα για την ανάπτυξη διεθνών συνεργασιών σε τομείς με συγκεκριμένη πολιτιστική και/ή κυβερνητική προτεραιότητα. Παράλληλα, η καλύτερη δυνατή αξιοποίηση με τον καλύτερο δυνατό τρόπο του οφέλους και του αντίκτυπου της πολιτιστικής διπλωματίας, ιδιαίτερα μετά τη λήξη συγκρούσεων.

Από τα παραπάνω, παρατηρούμε ότι στην περίπτωση του Ηνωμένου Βασιλείου, η άσκηση της πολιτιστικής διπλωματίας δεν είναι αρμοδιότητα ενός μόνο υπουργείου και πως συμπεριλαμβάνει τη συλλογική προσπάθεια και την αλληλεπίδραση πολλών παραγόντων, για την προώθηση των πολιτικών που συμβάλλουν στην ενίσχυση της πολιτιστικής διπλωματίας. Οι συντονισμένες προσπάθειες όλων των προαναφερόμενων φορέων του Ηνωμένου Βασιλείου, συντελούν στην ευρεία αναγνώριση της Ήπιας ισχύος της χώρας.

Πρόσφατα δημοσιεύθηκε το σχέδιο δράσης του Υπουργείου Ψηφιοποίησης, Πολιτισμού, Παιδείας, Μέσων και Αθλητισμού, το οποίο μεταξύ άλλων έχει σκοπό τη διατήρηση και ενίσχυση της αίσθησης υπερηφάνειας και συνοχής στη χώρα, να προσελκύσει νέα άτομα να επισκεφτούν και να εργαστούν στη χώρα, να μεγιστοποιήσει και να αξιοποιήσει την ήπια ισχύ του Ηνωμένου Βασιλείου.

Στις ενέργειες, συμπεριλαμβάνονται η ενίσχυση της Βρετανικής παρουσίας στο εξωτερικό διαμέσου της πολιτιστικής διπλωματίας, διεθνών επισκέψεων και του προγράμματος «Great», η προώθηση των πολιτιστικών εξαγωγών για την αύξηση της αξίας τους στην οικονομία της χώρας, η συνεισφορά στην παράλληλη κυβερνητική ατζέντα της ήπιας ισχύος και ευημερίας, η χρησιμοποίηση της συλλογής έργων τέχνης της κυβέρνησης , προκειμένου για να προωθηθούν οι τέχνες, η κληρονομιά και ο πολιτισμός της χώρας, μέσω της δημιουργίας εκθέσεων σε υπουργικά και διπλωματικά κτίρια σε όλον τον κόσμο και της συνεισφοράς στην ήπια ισχύ.

Το Υπουργείο Εξωτερικών και Κοινοπολιτείας, είναι υπεύθυνο κυρίως για την διεθνή πολιτική, χωρίς όμως να απουσιάζουν ενέργειες πολιτιστικής διπλωματίας, ως κατεξοχήν φορέας της επίσημης διπλωματίας της χώρας. Άλλωστε στο υπουργείο υπάγονται οι πρεσβείες που είναι υπεύθυνες για την μεταφορά των πολιτικών και της εικόνας της χώρας στο εξωτερικό. Διαθέτει ένα παγκόσμιο δίκτυο πρεσβειών και προξενείων, απασχολώντας πάνω από 14.000 άτομα σε περίπου 270 διπλωματικά γραφεία. Συνεργάζεται με διεθνείς οργανισμούς για την προώθηση των συμφερόντων του Ηνωμένου Βασιλείου και της παγκόσμιας ασφάλειας. Προωθεί τα συμφέροντα και τις αξίες του Ηνωμένου Βασιλείου διεθνώς, υποστηρίζει τους πολίτες και τις επιχειρήσεις ανά τον κόσμο, στηρίζοντας την παγκόσμια επιρροή και την ευημερία της χώρας. Όραμα του είναι να οικοδομήσει μια πραγματικά «παγκόσμια Βρετανία», η οποία θα πρωταγωνιστεί στην παγκόσμια σκηνή.

Μεταξύ άλλων, στηρίζει κορυφαίους μελετητές με ηγετική ικανότητα να παρακολουθήσουν μεταπτυχιακά μαθήματα στο Ηνωμένο Βασίλειο με υποτροφίες Chevening και νέους Αμερικανούς να σπουδάσουν στο Ηνωμένο Βασίλειο με υποτροφίες Marshall. Προωθεί την ευημερία και την ανάπτυξη μέσω του Δικτύου Επιστήμης και Καινοτομίας, καθώς και μερικές από τις εργασίες της κυβέρνησης για τη διεθνή ανάπτυξη, (μεταξύ άλλων την προώθηση της βιώσιμης παγκόσμιας ανάπτυξης, των ανθρωπίνων δικαιωμάτων, της κλιματικής αλλαγής και της πρόληψης των συγκρούσεων).

Το Βρετανικό Συμβούλιο, είναι ο διεθνής οργανισμός του Ηνωμένου Βασιλείου με αρμοδιότητα στις διεθνείς πολιτιστικές σχέσεις, με αντιπροσωπείες σε τουλάχιστον 110 χώρες προωθώντας την Αγγλική γλώσσα, ενθαρρύνοντας την πολιτιστική, επιστημονική και εκπαιδευτική συνεργασία με το Ηνωμένο Βασίλειο. Η δράση του επικεντρώνεται στις ευκαιρίες πολιτιστικής ανάπτυξης, στις νέες συνεργασίες και στις πολιτιστικές σχέσεις.

Μουσεία, κληρονομιά και Οργανισμοί:

Βρετανικό Μουσείο φορέας πολιτιστικής διπλωματίας με πληθώρα αρχαιολογικών και εθνογραφικών στοιχείων-ευρημάτων.

Βρετανική Βιβλιοθήκη με αρχαία και μεσαιωνικά χειρόγραφα καθώς και παπύρους .

Ζωολογικός κήπος του Λονδίνου

Βασιλικός Βοτανικός κήπος του Λονδίνου

Πανεπιστήμια και οι βιβλιοθήκες τους όπως University of Gambridge, Oxford κ.α.

Art galleries: National Gallery, the Victoria and Albert Museum, the National Portrait Gallery, two Tate galleries—Tate Britain (with superb collections of John Constable and the Pre-Raphaelites) and Tate Modern—and the Wallace Collection.

Αθλητισμός και δημιουργία: ποδόσφαιρο, ράγκμπι, κολύμβηση κ.τ.λ.

ΜΜΕ και δημοσιεύσεις : Daily newspapers published in London include The Times, one of the world’s oldest newspapers; The Sun, a tabloid that is the country’s most widely read paper, with circulation in the millions; the The Daily Telegraph; and The Guardian (also published in Manchester). Major regional dailies include the Manchester Evening News, the Wolverhampton Express and Star, the Nottingham Evening Post, and the Yorkshire Post. Periodicals, such as The Economist, also exert considerable international influence.

International Council of Museums (ICOM)

ICOM is the only international organisation representing museums and museum professionals. It has more than 32,000 members and is made up of National Committees, which represent 136 countries and territories, and International Committees, which gather experts in museum specialities worldwide.

ICOM International Committees

The 30 International Committees bring together professional experts covering all aspects of museum activity. Their annual meetings offer the opportunity for UK museums professionals to extend their networks of international contacts. The ICOM events calendar lists the dates of annual International Committee meetings.

ICOM UK

ICOM UK is the National Committee of ICOM in the UK and is a gateway to the global museum community and the only UK museum association with a dedicated international focus. In addition to leading on two working internationally programmes – the annual Working Internationally Conference and the Working Internationally Regional Project – ICOM UK also offers bursaries for ICOM UK members to attend ICOM Triennial Meetings, International Committee meetings, and other conferences with a demonstrable international remit.

Visiting Arts

Visiting Arts’ purpose is to strengthen intercultural understanding through the arts.  It provides tools to help the cultural sector to work more effectively and efficiently worldwide

World Cultures Connect (WCC)

WCC is a global cultural information site.  It connects artists and cultural organisations across the globe by allowing them to promote their work, make new connections, identify opportunities, and discover new partners, markets, and audiences.  The discussion forum is a useful way to share information and advice, and take part in discussions, on working internationally.

Heritage Without Borders (HWB)

Heritage Without Borders is a unique charity working in developing countries to build capacity in heritage skills in situations of poverty and reconstruction, and to provide life-transforming work experience for volunteer students and professionals in the heritage sector.

University Museums Group (UMG)

Universities work on a global stage and their museums play a key role in this international approach.  UMG supports and advocates for the university museum sector in England, Wales, and Northern Ireland.  Working alongside their sister organisation University Museums in Scotland UMIS it represents the interests of university museums to funders and stakeholders, and also maintains close links with the international body for university museums, UMAC

The Art of Partnering report by Kings College London

The Art of Partnering is the final report of a Cultural Enquiry in collaboration with the BBC, which explored the role partnership plays in enabling publicly funded cultural institutions to enhance the quality and diversity of their work across the UK.

National Museum Directors’ Council (NMDC)

NMDC represents the leaders of the UK’s national collections and major regional museums. Its members are the national and major regional museums in England, Northern Ireland, Scotland, and Wales, the British Library, The National Library of Scotland, and the National Archives. While their members are funded by government, the NMDC is an independent, non-governmental organisation.

British Council

The British Council is the UK’s international organisation for cultural relations and educational opportunities. It has offices in over 100 countries across six continents. Each British Council office overseas has its own country website which can be accessed via the British Council’s home page.

UK Registrars Group (UKRG)

The UKRG is a non-profit membership association set up in 1979.  It provides a forum for exchanging ideas and expertise between registrars, collection managers and other museum professionals in the United Kingdom, Europe and worldwide.

Through the UKRG website, members can access a number of resources aimed at registrars, or those who undertake the work of registrars.  These include publications relevant to international loans and exhibitions, such as facilities reports, guidance and top tips, and links to other online resources.

International Federation of Arts Councils and Culture Agencies (IFACCA)

IFACCA produces ACORNS, an online news service for and about arts councils and culture agencies, which contains news from arts and culture funding agencies and a digest of resources, such as links to websites, new publications, jobs, conferences, and events.

I am tab #2 content. Click edit button to change this text. A collection of textile samples lay spread out on the table – Samsa was a travelling salesman.
I am tab #3 content. Click edit button to change this text. Drops of rain could be heard hitting the pane, which made him feel quite sad. How about if I sleep a little bit longer and forget all this nonsense.